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Piemonte: I week end in campagna

La marca territoriale Po – Confluenze Nord Ovest, con la collaborazione di Turismo Torino e Provincia, invita a rivivere una volta al mese, in trattorie d’antica memoria le scampagnate di una volta (il prezzo è fisso, 30 € a persona, vini inclusi).

I menu sono accompagnati rigorosamente da vino rosso e dalle note di costume raccontate da Giovanna Ruo Berchera, esperta di cucina e studiosa di tradizioni gastronomiche. Da gustare, secondo la zona, classici della tavola subalpina: ricette di fiume del Chivassese, d’impronta monferrina nelle colline del Po; cucina della Dora Baltea ispirata da ricette vercellesi e canavesane.

La rassegna è una rilettura dei mitici anni Sessanta e induce a esplorare quella fetta di Piemonte che corre lungo l’asse del Parco fluviale del Po, incorniciata fra vette alpine e crinali che sconfinano nei colli astigiani. Un piccolo mondo antico a cui si accede da San Benigno Canavese, antico ricetto medievale dai tanti gioielli: quattro antiche meridiane, la Torre delle Prigioni, l’Abbazia benedettina di Fruttuaria, fondata nel 1003 da Guglielmo da Volpiano, poi abate a Digione e Mont-Saint-Michel. Fu riedificata nel 1749 dal cardinale Delle Lanze come una piccola Roma, con molte analogie con San Pietro.

In parte adibita a museo (visitabile su richiesta, tel. 011.98.80.487), conserva il millenario campanile, un bel chiostro, mosaici e resti romanici riaffiorati nel 1979. Alla visita erudita si sposa la sosta gustosa al Ristorante Del Duca (via Carlo Alberto 1, tel. 011.98.80.260; menu da 20 €). Atmosfere di sapore rétro, un grande bancone e il putagé, la stufa economica nella sala bar, e ricette di famiglia. Trionfi di antipasti, tufeja (fagioli bianchi, cotiche di maiale, aromi e cipolla cotti a lungo), trote o tinche in carpione, brodo di gallina con pasta reale. Fino al bollito in sette tagli o alle dieci voci del fritto misto.

Prelibatezze che esaltano i prodotti locali, come le carni della Macelleria Merlo (via Miaglia 1, tel. 011.98.80.152), nota per il merlotto (prosciutto cotto), la lonza aromatizzata, il morbido salampatata di suino e patate, da mangiare fresco o spadellato con le uova. E la tufeja, che il sabato viene venduta pronta da servire in tavola. A pochi chilometri c’è Chivasso, con intorno piccoli borghi, arroccati, o annidati nelle vallette, tutti da scoprire.

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